Bianca Balti sta combattendo una dura battaglia contro un tumore ovarico al terzo stadio, diffuso ai tessuti e linfonodi circostanti, diagnosticato a settembre 2024. Dopo aver portato a termine tre cicli di chemioterapia, ha recentemente annunciato l’inizio di una nuova terapia con inibitori PARP. Durante il suo percorso, la Balti ha mantenuto un atteggiamento ottimista, condividendo con i suoi follower ogni tappa della sua esperienza, dalle terapie alle sfide quotidiane. Nonostante le difficoltà, ha affermato di sentirsi più viva che mai, dichiarando su Instagram: “Non do più per scontata la mia vita e la mia gratitudine ha raggiunto il picco massimo”. Le parole pronunciate dalla modella offrono speranza non solo a chi affronta la stessa malattia, ma anche a chi cerca coraggio di fronte alle difficoltà.
La terapia con inibitori PARP
Gli inibitori PARP rappresentano una delle opzioni terapeutiche più promettenti nella lotta contro il cancro quando è associato a mutazioni nei geni BRCA1 e BRCA2, deputati alla protezione del DNA.
Ma come funzionano gli inibitori Parp?
Questi inibitori sono particolarmente efficaci, poiché bloccano l’enzima PARP che ripara il DNA all’interno delle cellule tumorali e pertanto ne impediscono la riparazione, portando alla morte delle cellule cancerose.
Tale terapia ha rappresentato un cambiamento significativo nel trattamento dei tumori ovarici e mammari con specifiche mutazioni genetiche. Tuttavia, uno dei principali problemi è la resistenza che alcuni pazienti possono sviluppare nel tempo. La ricerca continua a lavorare per comprendere come superare questa resistenza e migliorare l’efficacia della terapia, anche attraverso combinazioni con altre forme di trattamento, come l’immunoterapia.
Le sfide e le speranze per il futuro
Gli inibitori PARP sono già utilizzati con successo per i tumori al seno con mutazioni BRCA e attualmente si stanno conducendo studi per espandere il loro utilizzo ad altri tipi di tumori e migliorare i risultati. Sono in fase di sperimentazione nuovi farmaci e combinazioni terapeutiche che potrebbero ampliare i benefici esistenti, offrendo trattamenti sempre più personalizzati ed efficaci.
Ma oltre alle nuove cure, anche la prevenzione rappresenta un’arma fondamentale per la lotta ai tumori. In Italia circa 150.000 persone sono portatrici di tali mutazioni genetiche, che sono responsabili del 25% dei casi di tumore ereditario alla mammella e aumentano il rischio di sviluppare un tumore ovarico fino a 50 volte. Per scoprire se si è portatori di tali mutazioni genetiche correlate al cancro basta un semplice prelievo di sangue e di saliva e, nel caso di positività, è poi necessario sottoporsi a un monitoraggio costante e frequente con esami strumentali in modo da diagnosticare precocemente eventuali tumori. C’è poi una scelta più drastica, che prevede l’asportazione preventiva di seno e ovaie, che riduce drasticamente il rischio di sviluppare neoplasie tumorali, ma presentano un costo piuttosto elevato sia dal punto di vista fisico, sia psicologico. Bianca Balti aveva infatti già scoperto nel 2022 di avere nel suo DNA la mutazione del gene Brca1, decidendo così di sottoporsi preventivamente a una mastectomia bilaterale, evitando però la rimozione di ovaie e tube poiché desiderava altri figli.
Nuovi studi stanno evidenziando l’associazione tra le varianti dei geni BRCA1 e BRCA2 non solo con il tumore al seno e all’ovaio, ma anche in organi diversi e nel sesso maschile, come il tumore alla prostata. Sostenere la ricerca è pertanto fondamentale per consentire sempre a più persone di prevenire l’insorgenza del cancro o diagnosticarla in tempo.
Il futuro di Bianca e della medicina
Oltre alla sua battaglia personale, Bianca Balti ha intrapreso una nuova fase nella sua carriera, dando il via a un nuovo progetto “Turning Heads 01”, nato dall’esigenza di esprimersi attraverso una nuova immagine di sé stessa, che si distacchi dagli stereotipi della top model a cui siamo abituati, dimostrando così a se stessa e al mondo che, anche di fronte a una malattia così grave, è possibile trovare la forza di riprendersi. Ha dichiarato di sentirsi più forte che mai, con un “nuovo look” che le consente di esprimere il suo valore con maggiore consapevolezza.
La sua storia è la rappresentazione di come la scienza e la medicina possano offrire nuove speranze anche in situazioni difficili. La terapia con inibitori PARP, insieme alla determinazione di Bianca, brilla come una luce nel buio per molti pazienti che affrontano il cancro. La ricerca continua a progredire, e sebbene ci sia ancora strada da fare, il coraggio e la resilienza sono fondamentali nella lotta contro questa malattia.
Di Pietro Scigliano IIIC scientifico