territori in cui sono attualmente in corso dei conflitti
Inchiesta sulle “guerre dimenticate”
Sono 56 i conflitti attualmente in corso nel mondo, dall’Ucraina alla Striscia di Gaza, dagli scontri tra i cartelli della droga in Messico a quelli tra gruppi armati in Myanmar, con un incremento stimato delle vittime pari al 37% a livello mondiale rispetto al 2023. Secondo l’International Institute for Strategic Studies, almeno 200 mila persone sono state uccise in un conflitto durante lo scorso anno, segnato da un incremento tale delle guerre attive che non avveniva dai tempi della Seconda Guerra Mondiale. Visti i tanti stati coinvolti, vari analisti hanno parlato di una “terza guerra mondiale a pezzi”.
Tuttavia, oltre ai conflitti su cui ogni giorno veniamo aggiornati dai media, ve ne sono altri che sembrano lontani dall’occhio dei mezzi di comunicazione. Si tratta di scontri armati che in alcuni casi durano da decenni e che non trovano spazio sulle prime pagine dei nostri quotidiani o nei servizi televisivi. Sono le così dette “guerre dimenticate”, conflitti di cui non si parla, che ricevono poca o distratta attenzione dall’opinione pubblica dei paesi occidentali come l’Italia. Alcune di queste guerre sono ancora in corso, come la persecuzione dei Rohingya in Myanmar o la crisi in Sudan, dove si assiste a un’escalation di violenze con migliaia di persone che fuggono ogni giorno. Spesso lontani dai riflettori dei media internazionali, questi conflitti non sono mai diventati parte della narrativa globale, lasciando milioni di vite innocenti nel silenzio.
Il genocidio del Darfur
In Sudan, dopo decenni di instabilità politica, il conflitto è scoppiato il 25 aprile 2003, quando il Movimento popolare di liberazione del Sudan ha attaccato le forze militari sudanesi, a cui è seguito il cosiddetto genocidio del Darfur. Negli anni, mentre infuriava la guerra tra forze ribelli e militari, centinaia di migliaia di persone sono state uccise e milioni di civili hanno dovuto abbandonare le loro terre. L’assenza di giustizia ha consentito a coloro che si sono macchiati di atroci crimini di guerra di mantenere posizioni di leadership rimanendo impuniti, mentre i civili sono colpiti da attacchi armati indiscriminati in aree densamente popolate. Nonostante le atrocità dei genocidi e le violazioni dei diritti umani, al Darfur è stata assegnata una nota marginale nelle cronache internazionali e il paese è stato lasciato solo a fronteggiare le sue tragedie senza alcun supporto esterno.
Yemen
Un altro conflitto che sta proseguendo con violenza dal 2014 è la guerra nello Yemen. Nonostante le sue devastanti conseguenze, che comprendono una crisi umanitaria senza precedenti, milioni di sfollati e decine di migliaia di morti, il conflitto è stato spesso oscurato dalla guerra in Siria o dalle tensioni politiche in altre regioni. Mentre il mondo osserva con ansia gli sviluppi delle altre guerre
considerate più interessanti e importanti da mettere in primo piano, lo Yemen rimane nel silenzio, quasi dimenticato.
Altri conflitti dimenticati
Ci sono numerosi conflitti che continuano a devastare le popolazioni senza ottenere l’attenzione che meritano. Tra questi vi è il conflitto in Myanmar, dove le persecuzioni dei Rohingya continuano a provocare morte e distruzione, e la guerra
civile in Congo, che ha causato milioni di vittime, spesso ignorata a causa della mancanza di risorse strategiche e dell’interesse internazionale. La Somalia, colpita da anni di conflitti interni e da attacchi terroristici, è un altro esempio di guerra dimenticata, così come Haiti, un paese devastato da disastri naturali e da una violenza crescente che ha ridotto le sue già fragili istituzioni.
Questi esempi dimostrano che non tutte le guerre ottengono la stessa visibilità, anche se alcune di questi conflitti dimenticati hanno avuto effetti devastanti sul benessere delle popolazioni coinvolte. Il silenzio che li circonda non è solo un fallimento della comunità internazionale, ma anche una riflessione sulla selettività della memoria storica, dove alcune sofferenze vengono ignorate o trascurate. La politica gioca un ruolo chiave in questo, poiché le potenze mondiali tendono a concentrarsi su conflitti che riguardano i loro interessi geopolitici ed economici.
Infatti, il legame con la politica internazionale è fondamentale. Esistono molti motivi per cui le guerre vengono dimenticate.
Anzitutto, per le alleanze politiche: le guerre in paesi con alleanze forti, come la Libia, ricevono maggiore attenzione, mentre conflitti in paesi più isolati, come la Repubblica Centrafricana, sono ignorati.
Poi, per gli interessi economici: le guerre legate a risorse naturali, come la guerra in Iraq, attraggono maggiore intervento rispetto a conflitti in paesi senza tali risorse.
Infine la geopolitica: i conflitti in paesi senza risorse strategiche, come la guerra in Sud Sudan, sono trascurati rispetto a quelli più visibili come la guerra in Siria.
Le guerre dimenticate non devono restare nell’ombra. Ogni conflitto, anche se lontano dai riflettori, ha conseguenze devastanti sulle vite delle persone coinvolte. Ricordarli e testimoniarli è essenziale non solo per rendere giustizia alle vittime, ma anche per impedire che la storia continui a ripetersi, senza che l’umanità impari dai suoi errori.
Di Natalie Occhiuzzi
Irene Rizzo