Intervista doppia a Manar e Sofia
Il dialogo interculturale e interreligioso è un processo di comunicazione e confronto tra persone di diverse culture e religioni. Più precisamente, si parla di dialogo interculturale, quando ci si riferisce all’interazione tra persone diverse con l’obbiettivo di favorire la conoscenza e l’integrazione tra gruppi culturali; di dialogo interreligioso, quando ci si riferisce ad un confronto tra persone di fedi diverse, per approfondire la comprensione delle rispettive tradizioni. Entrambi i tipi di dialogo sono essenziali per costruire società più inclusive e armoniose. L’ obiettivo del dialogo non è uniformare le religioni e le culture, ma collaborare per affrontare sfide comuni come quella per la pace.
Un esempio di dialogo interculturale e interreligioso è quello vissuto all’interno della classe I B del nostro Liceo. Protagoniste sono due studentesse: Manar, 14 anni, nata in un paese musulmano, di fede islamica, e Sofia, 14 anni, nata a Cetraro, di fede cristiana.
Manar ama la sua religione, ma ha sempre nutrito molta curiosità per le altre culture e culti, perciò ha cercato di informarsi.
Sofia, invece, ha sempre professato la religione cattolica e non ha approfondito la conoscenza di altre culture e religioni fuori dall’ambito scolastico.
Abbiamo quindi deciso di fare a entrambe un’intervista, ponendo loro le stesse domande, per comprendere meglio gli aspetti più significativi del loro credo religioso, evidenziandone affinità e differenze, nella prospettiva di un arricchimento reciproco.
- Qual è il Dio islamico?
Manar : Il Dio islamico prende il nome di Allah; è definito dai musulmani creatore e sostenitore di tutto ciò che esiste.
- Qual è il Dio cristiano?
Sofia: Il Dio cristiano è l’essere che ha creato e conserva il mondo e ha sacrificato suo figlio, Gesù Cristo, per salvare l’umanità.
- Cosa accomuna le due religioni osservate dal punto di vista islamico?
Manar: Nel Corano e nella Bibbia, i libri sacri delle due religioni, sono presenti gli stessi profeti, per esempio Adamo e Gesù Cristo.
- Tra le due religioni cosa c’è in comune dal punto di vista cristiano?
Sofia : Entrambe le religioni sono monoteiste, quindi vedono un solo Dio come punto di riferimento.
- Qual è la giornata quotidiana di un ragazzo/a islamica?
Manar : La giornata tipica di un ragazzo/a di fede islamica prevede diversi momenti di preghiera.
- E quella di un ragazzo/a cristiana?
Sofia: La giornata tipica di un ragazzo/ a cristiana inizia con la preghiera del mattino e si conclude con la preghiera della sera. Tuttavia la giornata può cambiare in base alle abitudini delle singole persone.
- C’è differenza tra la giornata di un ragazzo e quella di una ragazza islamica?
Manar: No, non ci sono molte differenze.
- E tra un ragazzo e una ragazza cristiana?
Sofia: Non c’è differenza poiché per entrambi c’è molta libertà.
- Quali sono le tradizioni alimentari nell’islam?
Manar: L’islam è tra le religioni che seguono maggiormente delle regole alimentari; innanzitutto non si mangia la carne di suino (poiché ritenuto animale sporco) e non si può mangiare carne che non sia halal cioè lecita, macellata secondo alcune regole (prima dell’uccisione dell’animale bisogna fare una preghiera); gli alimenti ritenuti sacri sono invece i datteri, la carne di agnello, capra, pecora, bue e il pollame.
- Quali sono invece quelle del cristianesimo?
Sofia: Nel cristianesimo le tradizioni alimentari possono variare. Durante la Quaresima, nei quaranta giorni che precedono la Pasqua, i cristiani osservano un periodo di digiuno e astinenza, che prevede anche il divieto di mangiare carne il venerdì santo.
- Cosa pensi delle discriminazioni?
Manar: Penso che le discriminazioni siano un ostacolo al raggiungimento di un equilibrio a livello mondiale. Al giorno d’oggi le principali discriminazioni si riferiscono al genere, alla razza e alla religione.
- E tu Sofia, cosa pensi delle discriminazioni?
Sofia: Le discriminazioni religiose sono una questione complessa, molte volte hanno conseguenze dolorose. Secondo me, ognuno dovrebbe essere libero di professare la propria religione senza andare incontro a persecuzioni, pregiudizi e discriminazioni.
- Tu nel tuo piccolo cosa faresti per cercare di contrastare questo fenomeno?
Manar: L’unico modo per combattere le discriminazioni è la diffusione della conoscenza. Bisogna sensibilizzare il più possibile su questi argomenti fin da bambini.
Sofia : Io, nel mio piccolo, mi porrei nei confronti di chi appartiene ad altre culture e religioni con più educazione e rispetto reciproco, stabilendo un dialogo civile .
- Se tu incontrassi un ragazzo/a islamica come socializzeresti, quali sarebbero le tue curiosità?
Manar: Se io dovessi incontrare un ragazzo/a di fede cristiana, avrei molte domande, siccome sono molto curiosa. Nel mio piccolo, conosco già qualcosa su questa religione che mi affascina sempre di più.
Sofia: Credo che il modo migliore per socializzare con qualcuno, indipendentemente dalla sua religione e cultura, sia mostrare rispetto.
- Secondo te è importante socializzare con un ragazzo/a islamica per far sì che avvenga uno scambio culturale?
Mana: E’ molto importante che avvenga uno scambio culturale, in modo da conoscere di più le culture e le religioni più praticate dalla popolazione mondiale.
Sofia: Secondo me è importante socializzare con tutti, indipendentemente dalla fede; è molto importante soprattutto se ti rapporti con religioni e culture diverse, per far sì che si crei un ambiente piacevole.
- La nostra scuola ti sembra inclusiva sotto questo punto di vista?
Manar : La nostra scuola è molto inclusiva. Si impegna a sensibilizzare sull’argomento, come dimostra proprio questo articolo, che spero aiuterà molte persone e le spingerà ad informarsi sulla religione islamica e sulla religione cristiana.
Sofia: La nostra scuola è inclusiva e lo dimostra la presenza di ragazzi di fede islamica e anche il dialogo interculturale e interreligioso che si crea tra alunni e professori.
La diversità è una risorsa; il dialogo interculturale è fondamentale per favorire la comprensione reciproca, ridurre i pregiudizi, promuovere l’unione sociale e prevenire i conflitti. Inoltre, arricchisce le prospettive individuali, facilita la collaborazione internazionale e valorizza la diversità culturale, contribuendo a una società più inclusiva e armoniosa.
Di Giorgia Tundis
classe IID Liceo Scientifico