Il fenomeno delle baby gang raggiunge livelli preoccupanti

Nell’ultimo anno la percentuale di minorenni autori di un omicidio in Italia è quasi triplicata. Questo è quanto emerge dal Rapporto “Omicidi volontari consumati in Italia”, realizzato dal servizio analisi criminale della Criminalpol della Polizia. I dati delle forze dell’ordine dicono infatti che nel 2024 l’incidenza di quelli commessi dai minori si attesta all’11% del totale degli omicidi rilevati, a fronte del 4% dell’anno precedente. Non solo dai numeri emerge anche che è quasi raddoppiata la percentuale di minorenni uccisi, raggiungendo il 7%.

Le baby gang sono gruppi di giovani, generalmente sotto i 18 anni, che si uniscono per compiere atti di violenza, furti o vandalismo. Questi gruppi si formano principalmente in contesti di marginalità sociale, dove i ragazzi, spesso provenienti da famiglie disfunzionali o in difficoltà economica, si sentono esclusi e privi di opportunità. La mancanza di figure di riferimento positive e di supporto educativo li spinge a cercare un’identità all’interno di questi gruppi, dove trovano un senso di appartenenza, seppur in modo negativo.

Il fenomeno è alimentato anche dalla povertà e dalla solitudine delle periferie urbane, che offrono poche alternative di svago o crescita. In questi contesti, i giovani sono più vulnerabili e tendono a entrare in dinamiche devianti, trovando nelle baby gang un modo per esprimere se stessi, ma attraverso comportamenti  non tollerati dalla legge.

Le conseguenze per i ragazzi coinvolti sono molto gravi, l’’ingresso in una baby gang può intrappolarli in un circolo vizioso di criminalità e violenza. Il disagio psicologico e sociale che provano li rende più propensi a compiere atti estremi, generando, nel contempo, un clima di insicurezza nelle comunità in cui vivono. La violenza tra i giovani, purtroppo, alimenta anche la sfiducia nelle istituzioni e il distacco dalla società.

Per contrastare questo fenomeno, è essenziale adottare politiche preventive che migliorino le condizioni di vita nelle periferie e offrano ai giovani opportunità di crescita. La creazione di spazi di aggregazione sana, come centri sociali, attività culturali e sportive, è fondamentale per allontanare i ragazzi dalla strada e dalle gang. Inoltre, le famiglie, le scuole e le istituzioni devono collaborare per monitorare i segnali di disagio nei giovani e offrire loro il supporto necessario, creando un ambiente più inclusivo e protettivo. Un altro aspetto fondamentale riguarda le forze dell’ordine, che devono essere pronte a intervenire, ma anche lavorare sulla rieducazione e reinserimento dei ragazzi coinvolti in attività criminose.

È necessario un approccio integrato, che coinvolga tutti gli attori sociali, per prevenire la formazione delle baby gang e offrire ai giovani alternative valide alla violenza e alla criminalità.

Le baby gang rappresentano una sfida significativa per la società, ma affrontarla è possibile se si investe nella prevenzione, nell’educazione e nel supporto sociale.

Solo creando opportunità e proteggendo i ragazzi dal disagio sociale, sarà possibile fermare questo fenomeno e restituire loro un futuro migliore, lontano dalla criminalità.

Di Beatrice Esposito

Classe IV E Liceo Scientifico Sportivo