Com’è aumentato il fenomeno del fumo tra i giovani nel corso degli anni?

Con il passare del tempo, il fenomeno del fumo si è diffuso sempre di più nella società, in particolare modo tra i giovani, che iniziano a fumare a un età sempre più precoce. Si registra, infatti, che molti di loro abbiano provato per la prima volta il fumo di sigaretta all’età di 11 anni e che la maggior parte prenda questa abitudine dai 15 anni in su. Seppur il fumo sia più diffuso tra i ragazzi che le ragazze, entrambi i sessi sono esposti ai rischi legati a tale pratica. Molti giovani infatti, fanno uso di sostanze nocive senza rendersi conto dei veri problemi che queste producono a lungo termine. Si potrebbe parlare addirittura di una vera e propria moda, diffusasi soprattutto negli ultimi anni. Ma cosa porta i giovani a fare uso di queste sostanze? Molto spesso fumare diviene un modo per rompere il ghiaccio”, per socializzare, oppure per sembrare addirittura più adulti. La causa principale è, dunque, l’influenza dei coetanei, che spinge molti a iniziare per sentirsi parte del gruppo. Unaltra causa molto importante potrebbe però essere anche il cattivo esempio dei genitori, che spesso fanno uso di sostanze nocive davanti a minori, trasmettendo modelli di comportamento che incoraggiano l’uso del tabacco. Anche la curiosità di scoprire cosa si prova nel fumare può suscitare nei giovani un senso di interesse e può portarli ad essere attratti dalla novità dell’esperienza. Questo non esclude che altri ragazzi invece, utilizzino, seppur erroneamente e spesso inconsapevolmente, il fumo come mezzo per sfogarsi, per gestire lansia, lo stress e altri problemi emotivi.

Stop al consumo di sigarette. Che cosa è cambiato dal 1 gennaio 2025?

Dal 2021 a Milano è ufficialmente entrato in vigore il divieto di fumare sigarette tradizionali in specifiche aree pubbliche, come alla fermata dei mezzi, nei parchi, nelle aree verdi o allinterno di strutture sportive. A partire dal 1 gennaio 2025 però, questo divieto è stato esteso a tutte le aree pubbliche o ad uso pubblico all’aperto della città, ad eccezione di zone isolate, dove è possibile mantenere una distanza minima di circa 10 metri da altre persone, una condizione difficile da garantire in una città così caotica come Milano. Questo divieto non vale però per le sigarette elettroniche, che possono, infatti, essere utilizzate in ambienti privati o allinterno di bar, ristoranti, centri commerciali e negozi. L’obiettivo principale del Piano Aria Clima (PAC) di Milano è la riduzione, entro il 2050, delle emissioni di anidride carbonica, ma questo provvedimento mira anche a proteggere, al contempo, la salute pubblica e a ridurre lesposizione al fumo passivo. Per i trasgressori, dunque, saranno previste delle multe molto severe che si aggirano tra i 40 e i 240 euro, con l’intento anche di esortare ogni cittadino a salvaguardare la propria salute.

Ma cos’è il fenomeno del fumo? E come si è sviluppato fino ad oggi?

Il fumo, originario delle Americhe e prodotto dalla combustione del tabacco, si è sviluppato sempre di più nel corso dei secoli, in modo particolare tra i giovani, ed è causa di forti dipendenze. Il tabacco, presente soprattutto nelle sigarette tradizionali, è un prodotto agricolo, formato da una serie di sostanze chimiche dannose per il nostro corpo, come la nicotina, il catrame, il monossido di carbonio, lammoniaca e altre sostanze tossiche. Il fumo della sigaretta tradizionale contiene circa 7.000 composti chimici, molti dei quali ritenuti cancerogeni e causa di gravi danni, spesso irreversibili, per la salute. Gli effetti collaterali del fumo della sigaretta tradizionale, infatti, a lungo andare possono aumentare il rischio di malattie cardiache e respiratorie. Alcuni studi scientifici effettuati negli ultimi anni, hanno dunque evidenziato la necessità di sensibilizzare lopinione pubblica, invitando ad avere maggiore consapevolezza dei danni legati al tabacco e ricorrendo a politiche antifumo.

Qual è la principale differenza tra sigaretta tradizionale e sigaretta elettronica?

Una sigaretta tradizionale è composta generalmente da 0,7-1 grammo di tabacco, contenente nicotina e circa 4.000 sostanze molto tossiche per la salute, oltre alle altre 70 certamente cancerogene. La sigaretta elettronica, invece, contiene un liquido composto da glicole propilenico, glicerina vegetale, una quantità variabile di nicotina, presente solo in alcune varianti, e talvolta aromi ma non tabacco. La differenza fondamentale tra le due sta nel meccanismo di funzionamento: se nella sigaretta tradizionale il tabacco viene bruciato per generare fumo, nella sigaretta elettronica viene vaporizzato un liquido aromatizzato per produrre vapore.

di Giada Tundis  classe IV E