Trovati sedimenti sotterranei simili a quelli delle spiagge terrestri

La Scoperta

Un team di ricercatori dell’Università della California, coordinati da Michael Manga, ha scoperto la presenza sul suolo marziano di depositi che, per forma e composizione, possono ricordare le spiagge presenti sul nostro pianeta. Tutto è nato dall’analisi dei dati radar forniti dal rover cinese Zhurong, lanciato dalla China National Administration nel 2020 e operativo su Marte tra il 2021 e il 2022, quando ha smesso di comunicare con la Terra.

Il rover Zhurong ha esplorato Utopia Planitia, un’enorme pianura nell’emisfero settentrionale marziano. Qui, grazie allo strumento chiamato Ground Penetrating Radar (“radar a penetrazione del suolo”), il rover ha inviato onde radio nel terreno per analizzare le strutture sotterranee fino a una profondità di 80 metri. I dati raccolti hanno rivelato la presenza di depositi tra 10 e 35 metri di spessore, che potrebbero delimitare un antico oceano. I sedimenti si sarebbero distribuiti lungo una linea di costa a formare delle spiagge ricoperte, nel corso di miliardi di anni, da materiale depositato da tempeste di polvere o espulso da impatti di asteroidi o eruzioni vulcaniche.

La scoperta rafforza l’ipotesi, già ampiamente supportata dalle analisi delle sonde orbitanti e dei rover atterrati in precedenza su Marte, che un tempo il Pianeta Rosso ospitava un vasto oceano, laghi e fiumi.

La storia delle esplorazioni su Marte

Marte ha sempre affascinato anche per il suo colore che agli antichi ricordava quello del sangue (Marte era il dio della guerra). Teorie formulate negli ultimi giorni associano il colore alla presenza di ferridrite, che è una combinazione di ossidi di ferro e acqua.

Per molti secoli poi si è pensato che fosse abitato da forme di vita intelligente. Queste ipotesi però non sono state confermate dalle varie missioni che hanno raccolto moltissimi dati scientifici.

Fin dagli anni Settanta sono stati inviati su Marte rover per studiare le rocce e indagare una possibile presenza di vita. Dal 2004 al 2018 ha operato sulla superficie del Pianeta Rosso il rover Opportunity lanciato dalla NASA insieme al suo gemello Spirit. La missione che ha avuto più successo fino ad ora è stata Curiosity, lanciata nel 2011. Il rover, nonostante le sue ruote rovinate, è un vero laboratorio geologico robotico e può quindi analizzare sul posto i campioni raccolti ed è l’unico ancora attivo insieme a Perseverance, l’ultimo rover inviato dalla NASA nel 2021.

Obiettivi futuri

Diverse agenzie spaziali, europea, indiana, giapponese, hanno progettato nuove missioni su Marte alla ricerca di forme di vita e della prova dell’esistenza di acqua sul pianeta.

Dopo l’esperienza con il rover Zourong, la Cina si prepara a prelevare entro dieci anni campioni di suolo marziano per poterli analizzare meglio.

Rimane un mistero come si sia formata e come sia scomparsa l’acqua su Marte, ma conoscerlo sarebbe importante anche per il futuro del nostro pianeta.

di Elda Russo

II C Liceo scientifico