L’intelligenza artificiale è già tra noi: come la usiamo?

Sono sempre più le tecnologie AI che usiamo tutti i giorni, spesso senza neanche rendercene conto. L’AI è ormai la nuova frontiera della tecnologia, una branca dell’informatica che si occupa di studiare tutte le tecniche e le metodologie che permettono di progettare sistemi hardware e software in grado di elaborare delle prestazioni elettriche che simulano l’intelligenza umana. Le macchine diventano pertanto capaci di apprendere, pianificare e addirittura effettuare attività creativi, come potremmo aspettarci da un essere umano.

L’intelligenza artificiale continua a diffondersi sempre più e nella maggior parte dei casi è addirittura invisibile. In particolare, si possono individuare quattro tecnologie AI più usate, come gli assistenti virtuali, le app di navigazione, il riconoscimento delle immagini e l’assistenza automatizzata (in particolare modo, si tratta di “chatbot”).

Quali sono le quattro tecnologie AI più usate al giorno d’oggi?

Sicuramente tra le tecnologie AI più usate quotidianamente e diffuse vi sono gli assistenti virtuali (come Alexa o Siri). Queste, funzionano grazie al riconoscimento vocale, poiché il dispositivo riesce a individuare la nostra voce e ad attivarsi, ma anche attraverso le “machine learning”, ovvero l’apprendimento automatico. In particolare, si va a migliorare l’algoritmo attraverso metodi statistici e, attraverso l’identificazione della nostra voce, l’AI analizza la richiesta data, comprende il significato delle nostre parole e genera una risposta adeguata. Gli assistenti, essendo ormai utilizzati in moltissimi settori, sono soggetti a costanti aggiornamenti allo scopo di offrire risposte sempre più precise e personalizzate.

L’intelligenza artificiale è inoltre utilizzata per le app di navigazione al fine di ottimizzare i percorsi e fornire informazioni in tempo reale. In questo modo gli algoritmi riescono a selezionare il percorso migliore, secondo alcuni criteri fondamentali. Grazie a queste tecnologie, inoltre, gli spostamenti diventano più sicuri poiché viene ridotto il tempo del viaggio stesso e lo stress. Infatti, l’AI tende a scegliere dei percorsi cercando di evitare traffico, incidenti o lavori stradali. Vi è però anche un altro aspetto fondamentale: queste nuove app di navigazione riescono a contribuire alla riduzione di emissione di anidride carbonica (CO2), poiché permettono una guida più efficiente. L’AI, quindi, valuta il profilo altimetrico del percorso, il tipo di strada e addirittura le condizioni meteo. Grazie a questi aspetti, si riesce a ridurre il consumo del carburante o di energia.

Come sappiamo, l’AI è capace anche di riconoscere delle immagini identificando volti, oggetti o addirittura testi, contribuendo in maniera spesso decisiva alle indagini giudiziarie. Nella vita di tutti i giorni, invece, questa tecnologia può aiutarci a migliorare la qualità delle nostre foto attraverso la cosiddetta “fotografia computazionale” o, ancora, a garantire la nostra privacy con il metodo di riconoscimento “Face ID” o sblocco facciale, grazie al quale i telefoni riescono a riconoscere il volto del proprietario. In virtù di questo aspetto, infatti, si riesce a mantenere la propria privacy anche nei luoghi pubblici.

Senza ombra di dubbio, negli ultimi tempi molte più persone utilizzano l’assistenza automatizzata, ovvero delle chat di supporto (dette anche “chatbot”) che, grazie all’utilizzo dell’AI, riescono a comprendere domande e rispondere in maniera immediata. Tali chat, infatti, sono in grado di apprendere continuamente, migliorando man mano le risposte e personalizzandole. In sintesi, queste chatbot aumentano l’efficienza, riducono i costi, migliorano l’esperienza dell’utente e garantiscono risposte rapide e coerenti.

La più usata è ChatGPT

“ChatGPT”, acronimo di Chat Generative Pre-trained Transformer, è un chatbot basato sull’intelligenza artificiale e sviluppato da “Open AI”. Il suo fine è quello di conversare con un utente umano, rispondendo in tempo reale a tutte le richieste fornitegli da quest’ultimo. È stato lanciato il 30 novembre 2022 e fin da subito ha attirato l’attenzione di molte persone, soprattutto per la sua rapidità di risposta, nonostante fosse stato criticato per la sua scarsa accuratezza.

Recentemente, però, Elon Musk ha lanciato un’enorme offerta per poter comprare “Open AI”. Egli infatti ha contribuito alla sua nascita nel 2015, ma tre anni dopo, nel 2018, decise di lasciare ufficialmente il consiglio di amministrazione. A inizio 2025, Musk ha però lanciato un’offerta di 97,4 miliardi di dollari per riacquistare la società. Offerta rifiutata da Sam Altman, capo di Open AI, che, reputando esigua la somma, in un post ha risposto con una provocazione: “No grazie, possiamo comprare noi Twitter per 9,74 miliardi di dollari”.

di Rossella Mai Scigliano

Classe VD Liceo Scientifico