“Il ragazzo dai pantaloni rosa” è il film italiano più visto del 2024

“Il ragazzo dai pantaloni rosa” è diventato il film italiano più visto al cinema nel 2024, con più di settanta milioni di spettatori e circa 493.9 milioni di euro di incassi. Il film racconta la vita di Andrea Spezzacatena, un ragazzo vittima di bullismo e cyber-bullismo omofobo, che il 20 Novembre 2012, giorno del suo quindicesimo compleanno, decise di togliersi la vita. Questa terribile tragedia comincia quando, a causa di un lavaggio sbagliato, i pantaloni rossi di Andrea si erano tinti di rosa, cosa che ha determinato molti insulti omofobi basati su un presunto orientamento sessuale, con violenza fisica, verbale e tramite i social media. Il film però racconta anche del rapporto che Andrea aveva con sua madre, Teresa Manes, che dopo la morte del figlio ha deciso di scrivere un libro, intitolato “Andrea, oltre il pantalone rosa” che è diventato best seller tra i libri per ragazzi. Il successo del film è stato certamente determinato dallo straordinario impegno profuso nella realizzazione della pellicola, soprattutto da parte della regista Margherita Ferri, ma anche da parte di tutto il cast, come i giovanissimi Samuele Carrino (nel film Andrea) e Andrea Arru (nel film Cristian) che hanno detto in molte interviste di essere cresciuti tanto con questa esperienza. Le studentesse e gli studenti delle classi prime del nostro Istituto hanno assistito alla proiezione del film in una uscita didattica presso il cinema Vittoria di Diamante. È un film che tutti i ragazzi della nostra età dovrebbero vedere, perché ognuno di noi può rivedersi e immedesimarsi nei personaggi. È stata un’esperienza significativa che ha toccato tutti e ci ha portato a fare delle profonde riflessioni su questo fenomeno che ci tocca da vicino e che va combattuto in ogni sua forma. Purtroppo la problematica del bullismo e del cyber-bullismo continua a colpire sempre di più i giovani adolescenti; in Italia, secondo i più recenti dati dell’ISTAT, il 63,3% dei ragazzi ha dichiarato di essere stato testimone di comportamenti persecutori di alcuni ragazzi verso le vittime, solitamente molto fragili. Più del 50% dei ragazzi tra gli undici e i diciassette anni ha subito episodi offensivi, non rispettosi o violento, con percentuali di vittimizzazione superiori per le ragazze. Se invece analizziamo nello specifico il cyber-bullismo notiamo che riguarda il 22,2% di tutte le vittime di bullismo. Nel 5,9% dei casi gli atti persecutori sono ripetuti, anche più volte al mese. La quota più elevata delle vittime si registra tra le ragazze tra gli undici e i diciassette anni; una maggiore percentuale delle vittime femminili è confermata anche dai dati che riguardano il cyber-bullismo, infatti il 7,1% delle ragazze che si collegano ad Internet o dispongono di un telefono cellulare sono state oggetto di vessazioni continue sul web, contro il 4,6% dei ragazzi. Come purtroppo ci insegna la storia di Andrea, le conseguenze sulle vittime sono gravissime, infatti i giovani che hanno sperimentato episodi di bullismo sono spesso soggetti a depressione, solitudine, ansia e hanno maggiori probabilità di sviluppare difficoltà relazionali, avere scarsa autostima, fino a elaborare pensieri suicidi.

Lo straordinario successo di questo film ci insegna che le azioni concrete, capaci di far veramente riflettere gli adolescenti, possono davvero aiutare a sensibilizzarci su questa terribile piaga sociale e ci auguriamo che la scuola sia sempre di più un luogo in cui vivere a pieno queste esperienze significative.

Di   Ilaria Alfano

Maria Francesca Bonesi

Classe ID Liceo Scientifico