Da stasera in onda su Rai 1 la miniserie a lei dedicata
Approda sul piccolo schermo in prima serata “Miss Fallaci”, la miniserie ideata da Alessandra Gonella e Diego Loreggian e diretta dalla stessa Gonella, da Luca Ribuoli e da Giacomo Martelli. Otto episodi ricostruiranno la storia della grande Oriana Fallaci, scrittrice e personaggio emblematico del giornalismo italiano del Novecento. I sette peccati di Hollywood e Penelope alla guerra sono i testi che hanno maggiormente ispirato Gonella e Miriam Leone – nei panni della protagonista- che insieme avevano già lavorato nel 2019 al cortometraggio A Cup of Coffee with Marilyn sull’ossessione di Oriana di intervistare Marilyn Monroe. Miss Fallaci è ambientata alla fine degli anni ’50 e segue gli inizi della carriera della giornalista ,cronista del settimanale italiano “l’Europeo” e conosciuta come la “ragazza del cinema”. Fallaci si trasferisce negli Stati Uniti dove conduce diverse interviste ai personaggi più celebri dell’epoca, riuscendo così a svelare la verità e offrendo ai lettori italiani un quadro approfondito della società americana e di Hollywood. La miniserie approfondisce anche la sua vita privata, in particolare la sua difficile relazione con il collega Alfredo Pieroni.
Chi era la donna più importante della storia del giornalismo italiano
Nata a Firenze nel 1929 da una famiglia di convinti antifascisti, a soli dodici anni trasportava per i soldati sul fronte messaggi e bombe nel cestino della sua bicicletta. Al diploma di liceo classico segue un breve intermezzo alla facoltà di medicina, poi lasciata per quella di lettere e per il mondo della scrittura e del giornalismo. Oriana Fallaci è senza dubbio la giornalista italiana più influente e controversa del XX secolo, la cui missione era quella di raccontare la verità, sfidando un mondo che riservava tutto al genere maschile. Scrivendo dapprima di cinema e spettacolo, argomenti che lei considerava futili, nel 1976 diventa la prima corrispondente di guerra donna: viaggia ben 12 volte in 7 anni in Vietnam ai tempi dell’invasione statunitense e raccoglie le sue storie nel diario di guerra Niente e cosi sia (1969). Tornata negli Stati Uniti seguì con attenzione le profonde ripercussioni in seguito agli omicidi di Martin Luther King e Robert Francis Kennedy. Presente ad una manifestazione a Città del Messico, alla vigilia delle Olimpiadi del 1968, viene coinvolta in una protesta repressa con violenza dalla polizia e negli scontri viene colpita e data per morta. Quanto alla sua vita sentimentale, questa è segnata dal grande amore per Alexandros Panagulis, un politico greco. La loro relazione terminerà con la morte di lui, avvenuta in un misterioso incidente nel 1976. Gli ultimi anni della sua vita sono marcati da un silenzio che viene rotto in seguito alla tragedia dell’11 Settembre, che la porta a decidere di scrivere il saggio La Rabbia e l’orgoglio, all’interno del quale emerge il pensiero decisamente critico che l’autrice ha dell’Islam. A lungo malata di cancro muore nel Settembre del 2006. A chi le contestò di non essersi curata in tempo per terminare la stesura di alcuni libri lei rispose che: “Un libro è come un bambino. Una madre mette sempre i suoi figli prima della propria salute. Questo è quello che ho fatto”.
Gli anni 50 e l’adattamento al piccolo schermo
La miniserie ripercorre l’esordio di Oriana come giornalista. Ancora studentessa inizia a scrivere di cronaca nera, cronaca giudiziaria e molto altro presso il Mattino dell’Italia centrale. Trasferitasi a Milano inizia a lavorare per il settimanale Epoca, scrivendo in particolare di moda italiana. Nel 1951 viene pubblicato il suo primo articolo per L’Europeo e nel 1956 giunge per la prima volta a Los Angeles, poi a Washington e New York, al fine di accendere una luce sulle oscure convinzioni che governano l’elitario universo hollywoodiano. Da qui trae ispirazione il suo primo libro I sette peccati di Hollywood, dove racconta i retroscena della vita mondana del Tempio delle stelle. Di ritorno dall’America, Oriana incontra Alfedro Pieroni, anch’esso giornalista. Tra i due ha inizio una relazione e nel 1958 lei scopre di aspettare un figlio. Tuttavia ha un aborto spontaneo in cui lei stessa rischia la vita: da questa traumatica esperienza nasce Lettera ad un bambino mai nato (1975). La relazione con Pieroni finisce lo stesso anno quando Oriana si reca a Londra per incontrarlo l’ultima volta, con l’intenzione di suicidarsi ingerendo una grande quantità di sonniferi.
La sua lotta per l’emancipazione femminile
“E’ merito di combattenti come Oriana se oggi per le donne è tutto un po’ più facile, almeno nella nostra parte di mondo” afferma Miriam Leone in un’intervista rilasciata a Vogue Italia. Effettivamente, nonostante non fosse assolutamente una femminista – si pensi volesse addirittura essere chiamata “scrittore”-, Fallaci è il simbolo vivente delle potenzialità delle donne e del contributo che esse possono dare se libere di esprimersi. Più che femminista, Oriana Fallaci è stata una ribelle solitaria capace di scardinare qualunque preconcetto, una donna “vulcano” come l’ha definita il regista Luca Ribuoli.
di Bettina Avolio
Classe V D Liceo Scientifico