Il Presidente dell’associazione San Benedetto Abate denuncia lo sfruttamento minorile in Africa con la voce di Lazare
Si è svolto lo scorso 4 Febbraio presso l’aula magna dell’I.I.S. Lopiano di Cetraro la presentazione del libro “LAZARE, sogno di un concasseur” di Don Ennio Stamile. Oltre all’autore, che ha dialogato con gli studenti delle classi quinte dell’istituto, sono intervenuti il Dirigente scolastico, Graziano Di Pasqua, il Mons. Giovanni Cecchinato, arcivescovo metropolita di Cosenza-Bisignano e il prof. Giuseppe Aieta. Non è la prima volta che Don Ennio Stamile presenta i suoi libri presso il nostro istituto, in quanto ha sempre rappresentato un punto di riferimento per la comunità di Cetraro, rivestendo sin dal 2016 il ruolo di referente regionale di Libera in Calabria e presiedendo dal 2007 l’associazione di volontariato San Benedetto Abate, che opera in Calabria e in Africa. Dopo la presentazione generale del libro, gli studenti, che lo avevano precedentemente letto, sono stati coinvolti nel dibattito ponendo diverse domande all’autore e rimanendo colpiti dalle forti immagini proiettate e dalle testimonianze ascoltate. Stamile, attraverso le storie del monaco cistercense Père Jean del monastero di Kokoubou, narra la vita che Lazare, giovane concasseur (spaccapietre), conduce nel villaggio di Paouignan. La vicenda del protagonista fa conoscere al lettore la crudele e dolorosa realtà di centinaia di bimbi del Benin, uno stato dell’Africa Occidentale in cui un terzo della popolazione vive in una situazione di estrema povertà e i bambini, sin da piccolissimi, si trovano costretti a svolgere mansioni troppo gravose per la loro età, come spaccare pietre portate dalle cave vicine, che poi vengono rivendute all’edilizia locale per pochissimi franchi. Dalle pagine del libro emerge una situazione drammatica di sfruttamento del lavoro minorile, che determina non solo la negazione del diritto allo studio, ma anche gravissimi danni alla salute dei bambini che, colpendosi con il martello le mani o altre parti del corpo a causa delle schegge, riportano danni alle articolazioni, mentre l’inalazione delle polveri causano problemi respiratori. Ciò che rende straordinario il racconto di Don Ennio Stamile è l’aver testimoniato la sopravvivenza nel protagonista della speranza e dei sogni, nonostante tutta la sofferenza che lo circonda. Lazare è un bambino speciale che ama la Storia, imparata nelle poche ore trascorse a scuola, e la fa rivivere nei suoi sogni in cui incontra i protagonisti di tragici eventi realmente accaduti, come Etty Hillesum, testimone delle atrocità avvenute nei campi di concentramento. È proprio la capacità di sognare che dà a Lazare una serenità interiore che gli consente di affrontare la sua tragica quotidianità. Al “ragazzo dei sogni” è affidata la missione particolare di dare speranza al luogo in cui è nato e a tutti coloro che lo abitano, è questo che Lazare capisce grazie alle parole di Père Jean e Don Silvano che lo guidano nel suo percorso di crescita e consapevolezza. Infatti Lazare comprende la profonda ingiustizia a cui lui e tutti gli altri bambini del villaggio sono sottoposti, privati del gioco, del divertimento e di tutta quella bellezza che il mondo può donargli. Ed è proprio la “bellezza”, parola che ritorna più volte nelle pagine del libro, intesa nel suo senso più ampio di fratellanza e impegno nel custodire la pace e il creato, la più grande scoperta di Lazare, quel senso di armonia che può dare anche a lui e agli abitanti del suo villaggio la speranza di un riscatto.
Purtroppo ciò che accade in Benin non è una realtà isolata, infatti il fenomeno dello sfruttamento minorile è ampiamente diffuso, non solo nei paesi meno industrializzati, ma anche in quelli più ricchi e sviluppati a livello economico e sociale, in cui vi è la tendenza a nasconderlo. Purtroppo nessun paese è immune, infatti, nel mondo un bambino su dieci lavora, con un’età compresa fra i 5 e gli 11 anni. La regione dove tale problematica è maggiormente diffusa è l’Africa Subsahariana in cui lavora quasi un minore su quattro. In particolare i dati più recenti stimano: 26,3 milioni di bambini lavoratori in Asia centrale e meridionale, 24,3 milioni in Asia orientale e sud-orientale e 8,2 milioni in America latina e Caraibi. In questi territori non vi sono segnali di miglioramento a causa di un alto livello della povertà, della debolezza del sistema scolastico e di abitudini e tradizioni difficili da superare. Il lavoro minorile è quindi un fenomeno globale che non risparmia nemmeno l’Italia. Si stima che nel nostro paese 336 mila minorenni tra i 7 e 15 anni abbiano avuto esperienze di lavoro, quasi un minore su quindici. Tra i 14-15enni, che dichiarano di svolgere o aver svolto un’attività, il 27,8% si è occupato di lavori particolarmente dannosi per i percorsi educativi e per il benessere psicofisico, perché percepiti pericolosi, perché svolti in orari notturni o in maniera continuativa durante il periodo scolastico. È importante non ignorare questo fenomeno seguendo l’esempio di Don Ennio Stamile che con il suo libro ci ha fatto conoscere più da vicino questa atroce realtà. Inoltre, ognuno di noi nel suo piccolo può dare un contributo sostenendo associazioni come quella di San Benedetto Abate o enti internazionali che si occupano di sostenere i minori sfruttati e le loro famiglie, come Unicef, Save the Children e Terre des Hommes, che ormai da decenni garantiscono istruzione, sostentamento e dignità ai bambini più sfortunati.
Veronica Gelsi
Filomena Iacovo
Iuliana Denisa Rosca
Rossella Mai Scigliano
CLASSE VD LICEO SCIENTIFICO