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Dopo lunghi mesi di attesa finalmente si hanno notizie ufficiali da parte della Ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, circa l’ammissione alle facoltà di Medicina e chirurgia, Odontoiatria e Protesi dentaria e Medicina veterinaria nelle università statali. Il famigerato test a crocette, a partire dall’anno accademico 2025-2026,verrà rimpiazzato dalla nuova modalità di accesso “semestre filtro”, che posticipa la selezione di sei mesi.
La modalità del “semestre filtro”: come si accede e come avverrà la selezione
Gli studenti potranno iscriversi alla facoltà di medicina senza dover sostenere il canonico test di ammissione, tanto temuto da tutti gli aspiranti medici. Questi dovranno iscriversi contemporaneamente, in maniera gratuita almeno per il primo semestre, ad un altro corso di laurea triennale o laurea magistrale a ciclo unico di area biomedica, sanitaria, farmaceutica e veterinaria e studieranno discipline qualificanti comuni nelle aree di scienze biologiche, chimiche e fisiche.
L’ammissione al secondo semestre sarà subordinata al conseguimento di tutti i crediti formativi universitari stabiliti per gli esami del semestre filtro e alla collocazione in posizione utile nella graduatoria nazionale sulla base dei voti ottenuti. Al semestre filtro si potrà accedere al massimo 3 volte e si potranno scegliere al massimo 5 sedi, a differenza degli anni precedenti in cui si potevano scegliere quante sedi si voleva, in cui successivamente procedere con l’immatricolazione. Per quanto riguarda la frequenza, questa non sarà obbligatoria e saranno le singole università a scegliere se le lezioni si faranno in presenza o online.
Come funzionerà l’accesso per chi è già iscritto ad altri corsi?
Gli studenti che frequentano già altri corsi potranno iscriversi alla facoltà di medicina e, dopo l’immatricolazione successiva al semestre filtro, potranno convalidare i CFU conseguiti precedentemente solo dopo aver superato gli esami su cui si baserà la selezione.
Università private e Medicine and Surgery
La riforma non sarà applicata alle università private e ai corsi di Medicina e chirurgia in lingua inglese, in cui rimarrà il tradizionale test d’ingresso.
Ulteriori specifiche saranno contenute nel successivo decreto ministeriale.
di Bettina Avolio V D